Viviamo in un’epoca in cui l’accesso alle informazioni ambientali è senza precedenti. Dati sul clima, statistiche sull’inquinamento, rapporti sulla biodiversità: i fatti sono ovunque. Eppure, il cambiamento comportamentale diffuso verso la sostenibilità rimane ostinatamente lento. Perché? È proprio questa la domanda a cui progetti come il progetto Erasmus+ Save&Play si propongono di rispondere, esplorando come approcci innovativi basati sul gioco possano colmare il divario tra consapevolezza e azione.

Fonte: https://www.magnific.com/it/app
La risposta sta nel modo in cui gli esseri umani prendono effettivamente le decisioni. La ricerca in psicologia ha da tempo stabilito che le nostre scelte sono raramente il prodotto di un pensiero puramente razionale. Al contrario, esse emergono da una complessa interazione tra emozioni, norme sociali, abitudini e reazioni istintive; ciò che gli psicologi chiamano il sistema associativo, che opera inconsciamente e risponde agli stimoli sociali, alla familiarità e ai segnali emotivi molto più che alle prove scientifiche (Manning, 2009). Dire alle persone che il cambiamento climatico è reale e urgente non è sufficiente se tale informazione non raggiunge mai quella parte del cervello che guida effettivamente il comportamento.
Manning (2009) individua diverse leve psicologiche che influenzano realmente i comportamenti sostenibili: rendere la sostenibilità la norma sociale, sottolineare la rilevanza personale, rendere visibili le conseguenze invisibili e bilanciare l’urgenza con una speranza realistica. Tra queste, la dimensione sociale è una delle più potenti: le persone sono profondamente influenzate da ciò che percepiscono che gli altri stiano facendo, spesso molto più di quanto si rendano conto o siano disposte ad ammettere. Il comportamento sostenibile è inoltre più probabile quando le persone si sentono competenti e quando il percorso da seguire appare realizzabile anziché opprimente.
Ciò che ne consegue è significativo: le campagne informative, pur essendo necessarie, sono insufficienti da sole. Per modificare i comportamenti, occorrono approcci che coinvolgano le persone a livello di motivazione, identità ed emozione.
Una recente ricerca sui «serious games» ambientali mette in luce proprio questo aspetto. Uno studio ha rilevato che i giocatori che hanno partecipato a un gioco incentrato sulla neutralità carbonica per un mese hanno aumentato in modo significativo i propri comportamenti a favore dell’ambiente nella vita reale (Chen et al., 2025). Due meccanismi psicologici spiegano questo effetto: l’autoefficacia ambientale — la convinzione nella propria capacità di fare la differenza — e il senso di appartenenza psicologica all’ambiente — un senso di connessione emotiva e responsabilità nei confronti dell’ambiente. Questi risultati sono importanti perché suggeriscono che i giochi ben progettati non si limitano a informare i giocatori, ma cambiano il modo in cui questi ultimi si percepiscono in relazione all’ambiente. Il gioco diventa uno spazio in cui si plasmano identità e valori, non solo si trasmettono conoscenze.

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Ciò è in linea con l’enfasi posta da Manning (2009) sulla consapevolezza e sull’allineamento dei valori come motori di un cambiamento duraturo. Agire in modo sostenibile in un ambiente sicuro come quello di un gioco può orientare la percezione di sé verso l’attenzione per l’ambiente, che poi si riflette nella vita reale.
Tuttavia, gli interventi basati sul gioco presentano dei limiti. Il loro impatto a lungo termine rimane incerto e l’efficacia varia da un gruppo all’altro a seconda di fattori quali l’età, la cultura o l’esperienza di gioco (Lim et al., 2024). Si tratta di considerazioni importanti per qualsiasi progetto che miri a raggiungere un pubblico eterogeneo e sottolineano la necessità di una progettazione ponderata e inclusiva piuttosto che di una soluzione standardizzata.
La crisi climatica non potrà essere risolta solo con i fatti. Richiede approcci che coinvolgano le persone a livello psicologico, emotivo e sociale, facendo percepire la sostenibilità come significativa e realizzabile. Questa è la convinzione alla base di Save&Play: promuovere la responsabilità ambientale attraverso il gioco non è solo un’idea accattivante, ma un approccio psicologicamente fondato e supportato da prove scientifiche.